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- BANCHE MURO CONTRO LA STRETTA: IL TESORO VALUTA AZIONI

Alessia Gozzi ROMA

 IL FONDO Monetario internazionale si schiera con la Bce: «Non ci sono alternative allo smaltimento degli Npl» ( Non performing loans) anche se il processo «può essere doloroso per le banche». Il capo economista Maurice Obstfeld, pur riconoscendo i molti progressi fatti dall'Italia nel settore bancario che ora è più stabile, chiede di accelerare la pulizia dei bilanci. Un monito pressante verso il nostro Paese che, da solo, rappresenta il 30% di crediti deteriorati dell'Eurozona. E rientra tra i sei ‘cattivi' che, nel primo trimestre 2017, riportano una quota di Npl sopra il 10% contro una media del 5,7%. Dunque, ben venga la proposta di Lady Nouy di un sistema automatico di svalutazione delle sofferenze nei bilanci bancari, con tempi netti. UNA bomba che, in Italia, ha trovato per la prima volta dalla stessa parte della barricata governo, sindacati, banche e imprese. E che rischia di aprire un conflitto istituzionale tra Bce ed Europarlamento, con il presidente Tajani che scrive a Draghi per rivendicare le prerogative co-decisionali di Bruxelles. «Se c'è un Paese interessato a una riduzione più rapida e sostenibile possibile delle sofferenze è l'Italia, lo stiamo facendo e stiamo ottenendo risultati», ha sottolineato all'Ecofin il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Ma, attenzione, «non bisogna aumentare troppo» la velocità o «si rischia di inciampare inutilmente». Con due conseguenze nefaste: abbassare il prezzo di mercato delle sofferenze e ridurre il credito a famiglie e imprese. Fonti Mef assicurano che il governo non resterà con le mani in mano: «Stiamo valutando se, e come, intervenire con azioni istituzionali». Il Fmi ribatte che i crediti deteriorati «sono essi stessi fonte di credit crunch». Non la vedono così le imprese e nemmeno Confesercenti che, in una lettera al Tesoro, mette in guardia dal rischio di «gravi ripercussioni» soprattutto per le piccole e medie imprese in un momento in cui i prestiti ripartono. Il bollettino di Bankitalia conferma che la situazione sta migliorando, con le sofferenze lorde che a fine agosto scendono a 172,845 miliardi dai 173,576 di luglio e dai 199,66 di un anno fa. Ma non è su quel dato che si ragiona alla Vigilanza europea, quanto sull'insieme più vasto dei crediti deteriorati, 359 miliardi a giugno di sofferenze complessive (con i veicoli finanziari). ANCHE se le nuove regole varrebbero solo per i crediti deteriorati che si concretizzeranno dal 2018, l'impatto non sarebbe soft, 1,3 miliardi l'anno secondo Equita. Un nuovo ‘esborso' dopo i 152 miliardi accantonati negli ultimi 5 anni e, ricorda il presidente dell'Abi, «10 miliardi in solidarietà con le banche in crisi e vari fondi anche di ristoro degli obbligazionisti subordinati». Antonio Patuelli, ieri è volato a Bruxelles a seguire in prima persona il dossier, sul quale si cerca di costruire un fronte anche internazionale. «Come Abi e, membri della federazione bancaria europea, daremo risposte alla consultazione pubblica della Bce che scade l'8 dicembre», spiega, puntando il dito innanzitutto contro il «metodo»: «Come si può pensare a nuove norme solo pochi mesi dopo quelle entrate in vigore a primavera?». Se l'azione diplomatica non sortirà gli effetti sperati, la Fabi (il sindacato dei bancari) propone uno sciopero bianco.
notizia tratta da La Nazione www.lanazione.it

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